Non é colpa nostra

Una pensa alla Nuova Zelanda e le vengono in mente: i kiwi, i giocatori di rugby (‘stica), il Signore degli anelli e via dicendo. Invece questi neozelandesi fanno anche altro tipo: licenziare in tronco il boss della “Employers’ and Manufacturers’ Association” perché s’é permesso di dire una cazzata, una cosa che in veritá li fuori pensate in cosí tanti che non lo voglio nemmeno sapere.

Mr Thompson, il genio in questione, durante un’intervista radiofonica in cui si sottolineava che in Nuova Zelanda le donne vengono pagate il 12% in meno degli uomini, ha detto che questo accade ed é giusto che sia cosí perché le donne fanno piú assenze per prendersi cura dei figli e per malattia, causa mestruo. Son parole sue.
Ma state tranquille, ha anche detto che: non siamo tutte cosí e che in fondo non é colpa nostra.

Il ministro neozelandese del lavoro ha commentato usando l’espressione “brain explosion”.

L’articolo sulla BBC.

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18 Responses to Non é colpa nostra

  1. ora ho una domanda tecnica: sono pagate il 12% in meno come paga base oraria (cioè: 1 ora lavorativa di un uomo viene retribuita 100, ed un’ora lavorativa di una donna viene retribuita 88), oppure la paga base è uguale, ma sono inferiori i totali in busta paga a fine mese?
    Perchè sono due cose un po’ diverse..
    Perchè se A fa più assenze di B (indipendentemente da razza, sesso e motivo dell’assenza) ovvio che a fine mese prende meno, non ci sarebbe nemmeno da discutere, nè da far polemica.
    Ma se la situazione è quella di uno stipendio base più basso a priori (come credo, altrimenti la polemica non avrebbe motivo d’esistere) il ragionamento del tizio non sta in piedi. Tu paghi Gino e Gina allo stesso modo. Poi se Gina farà delle assenze perchè ha un ciclo ciclonico, o se Gino farà delle assenze perchè deve andare allo stadio a vedere la champions, il totale mensile scenderà di conseguenza..

  2. NordKappp says:

    Un applauso al genio. Con tutti gli sforzi che sto facendo non riesco a trovare un modo di interpretare quello che ha detto in modo che possa avere senso.

  3. Anna8 says:

    Non é chiaro il dettaglio della faccenda, ho cercato ma non ho trovato niente di illuminante. Comunque sia é un commento del cavolo, come dice la NordKappp.

    Se il punto é che vengono pagate meno all’ora, a prescindere, é assurdo e siamo tutti d’accordo. Comunque é molto normale e diffuso, “perché siamo meno produttive” …

    Se intendeva criticare le donne perché fanno piú assenze causa figli e mestruo é un cretino uguale. Non a caso l’hanno licenziato al volo.
    Prima di tutto esistono i permessi famigliari appositi (nei paesi civili), ci sará un motivo, no? al limite si dovrebbe spingere gli uomini a prendere giornate libere per accudire i figli, lasciando che le donne lavorino.
    Citare il ciclo mestruale é banale e sessista. E anche in questo caso ci sono i permessi di malattia (ugualmente usabili da uomini e donne), quindi non capisco il riferimento. Io saró stata fortunata, ma non ho mai avuto colleghe che stessero a casa causa mestruo. Io stessa in 7 anni di lavoro ho fatto 3 (tre) giorni di malattia (influenza e labirintite). Sono un’idiota, lo so.

    Poi se vogliamo dire che ci sono i fancazzisti beh quelli sono equamente distribuiti fra i sessi e usano scuse diverse, chi il mestruo chi il mal di testa :). Anche qui concordiamo mi sa.

  4. Marianna says:

    Beccatevi invece la “brain explosion” capitolina…quando si dice “colpa del caldo(?)”
    http://www.unita.it/sociale/sicurezza-delle-donne-br-per-alemanno-e-un-lusso-1.312807

    • Anna8 says:

      Prima di tutto un avviso per Schuck(MastroBathomet): trattami bene Marianna che la conosco da quando conosco te ed é una personcina per bene a cui tengo 🙂
      Poi a Marianna: il di cui sopra elemento (Schuck-MB), a volte sembra scemo ma fa finta 🙂 é personcina a modo, nascosta dietro un pagliaccio.
      Fatte le presentazioni, mi sento meglio.

      A Roma non stanno bene é evidente. Complimenti per il colpo di genio. Per caritá tutti suggerimenti utili, non nego, ma son anche cose ovvie. Non potevano usare i soldi e organizzare meglio i servizi di sicurezza o, ancora meglio, organizzare corsi gratuiti di autodifesa? e possibilmente usare meno rosa, cacchio! odio il rosa, ok, é un problema mio, lo so, scusate.
      Ma soprattutto se tu Stato, o Comune, non mi garantisci la sicurezza, allora io mi armo. E per “armi” intendo Pepper Spray. Obbligatorio per tutte le donne che girano da sole.

  5. Marianna says:

    Grazie per la presentazione…e non solo :).
    A me, invece, la di cui sopra pink 🙂 explosion ha fatto un pò incazzare…e non è tanto per la borsa nella busta della spesa ( magari c’entrasse..nel mio caso ci vorrebbe un trolley… a meno di non andare in gira con la busta della spesa dell’ IKEA ) e manco per la rubrica del telefono a portata di mano (sai com’è…ti lascerebbero tutto il tempo per scorrerla e magari anche chiamare!!!) ma che a pensarla e – aimè – a metterla nero su bianco..ops..su rosa, sia stata una donna. E per cosa? Per 299€ di Petra’s Security. Come se fossimo una massa di deficienti che non può andarsene in giro senza una balia…lo so, sto esageratamente polemizzando e di solito non sono così (Schuck-MB credimi sulla parola) ma è che tra la miriade di stronzate che si potessero dire sull’argomento, così tante, messe tutte insieme, proprio non le reggo! Perdonatemi…sarà, anche per me, colpa del caldo 🙂
    .

    • Anna8 says:

      Cara mia, quando ho scritto “utili” ho chiaramente scelto un termine limitato e aggiungendo “ovvi” non ho fatto intendere la mia opinione per intero.
      La faccenda della rubrica mi ha fatto “ridere” molto, mi piacerebbe sapere se intendono una rubrica cartacea, tipo anni ’80 o quella dello smartphone che ormai tutti hanno. La cosa della borsa mi ci é voluto un attimo per capirla …
      Tenere il telefono in mano é giá un consiglio meno pirla, ma sempre ovvio, come “non accettare caramelle dagli sconosciuti” e tutto il resto.
      Io capisco l’incazzo Marianna, credimi, soprattutto per quella cosa del TelesalvalavitaBeghelli, metteteci un chip sottopelle (a pagamento!) e non se ne parli piú!
      Riflettevo: se non sei in grado di garantirmi la sicurezza ovunque, non mi prendere per i fondelli con l’opuscolo da scuola elementare, per favore. Perché non mi consigli di tenere in mano il mazzo di chiavi e all’occorrrenza mollare una frustata al delinquente di turno? Perché non suggerire altri metodi meno ovvi e scontati, esistono per esempio dei portachiavi bellissimi a forma di gattino: http://www.defensedevices.com/catkeychain.html .
      Altri con una sirena che fa lo stesso casino di un aereo di linea in decollo: http://www.defensedevices.com/personalalarm1.html.
      … e via dicendo.
      Soprattutto e riassumendo: perché non rendono consapevoli le donne che possono difendersi, volendo? da qui i corsi di autodifesa, per esempio.

    • vai tranquilla, io sono polemico di natura, quindi non mi formalizzo.
      Della questione abbigliamento libero abbiamo ampiamente parlato qualche post più indietro (o forse ara via mail? non ricordo bene…) e non torniamoci sopra. La mia opinione “leggermente maschilista”, riassumendo, è che
      – se vai in minigonna alle 2 di notte col tacco 12 nei vicoli di quarto oggiaro, beh, non mi permetto di dire che te la sei cercata, ma converrete tutti che è un po’ un comportamento a rischio (tanto quanto attraversare caracas col rolex al polso, per chi ce l’ha – il rolex, non il polso).
      – ma nulla giustifica alcun tipo di violenza ad una donna. Una può anche attraversare milano in baby doll, ma un no è un no. Si può discutere circa l’opportunità del gesto, ma il fatto che certi atteggiamenti facciano esporre al rischio di subire un crimine più di altri, questo è oggettivo; è insindacabile invece il fatto che un crimine resta un crimine, e per tanto ingiustificabile.
      In parole povere: un conto è essere imprudenti, un altro è aggrapparsi all’imprudenza per giustificare un reato. Non ci sta.
      Spero di essermi espresso bene e di non aver urtato la sensibilità di nessuno.
      Venendo al link postato da Marianna, che c’è da dire? a me sono girati i coglioni solo guardando la copertina: “Sicurezza…un Lusso che noi do…” no, fermi, un LUSSO!? un LUSSO?! maporcaputtana, qui parliamo di un sacrosanto DIRITTO, cazzo! chiunque abbia realizzato, sponsorizzato e diffuso quel libercolo deve come minimo vergognarsi, e poi, per fare cosa opportuna, andare cortesemente a fare in c||||||||||||||||||||||!

  6. Marianna says:

    Precisazione dovuta sul post precedente. Il mio riferimento al fatto che a concepire il vademecum sia stata una donna non vuole avere alcuna connotazione sessista…al contrario. La citata dott.ssa Di Lallo, autrice dell’opuscolo, è a capo di una non ben definita associazione volta a tutelare le donne. Se queste sono le sue idee in materia, beh, mi sento moooooooooooooooooooolto più sicura!!!

    • Anna8 says:

      (tono simpatico ON) Marianna, lo sai che le donne spesso sono le peggiori nemiche di loro stesse, vero? 🙂 (tono simpatico OFF)

  7. Marianna says:

    Meglio se avesse scritto, in un’unica pagina, tanto per essere green e risparmiare sua carta e inchiostro, una sola frase: donne, sarebbe meglio se restasse a casa 🙂
    Detto ciò: primo, devo ri-abituarmi al tuo humor, sapientemente affinato :), secondo, anch’io mi sono soffermata a pensare se intendesse la rubrica cartacea da agendina di banca o la rubrica del cell/smart…visti i consigli direi che non ci sono dubbi!!! terzo: quasi quasi le mando un pò di Cat Keychain così magari distribuisce quelli in metro 🙂 kiss

    • comunque per me come rubrica intendevano proprio quella ufficiale della telecom, da usare come arma di legittima difesa. Di spigolo negli zebedei lascia il segno.

  8. Marianna says:

    effettivamente alla rubrica Telecom (magari addirittura SIP visto il pleistocenico senso di civiltà maturato dalla deficiente in questione) non avevo pensato ma credo che tra le tre sia quella che calza meglio…anche per lo spigolo 🙂

    • Anna8 says:

      Ah, vedo che ve la intendete, bene, son contenta. 🙂
      Marianna, avevo dimenticato: BM dice anche un sacco di parolacce, ma solo da sobrio. E grazie per il complimento :).

      • Baphomet Mastro!? 🙂 cognome e nome come sui moduli!? o forse è un lapsus! BM come Lui, come lo Zio per eccellenza…sai che non avevo mani notato che le iniziali di Mastro Baphomet sono le stesse sue!? 😀 eja, eja, alalà! 🙂

  9. mai* (a proposito di refusi).
    Comunque mi sa che è vero che le parolacce le dico solo da sobrio, sai?! 🙂

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