Mamma li turchi!

Tra gli atroci dubbi che assillano il mio neurone e mezzo c’é anche il quesito: “Perché la gente mangia i Lokum? Come si può dire che siano un buon dolce?”

Ci ho provato più volte io che adoro praticamente tutta la pasticceria mediorientale ma, non son mai riuscita a capire che gusto ci si debba trovare in questi quadratini gelatinosi. Proprio quando avevo deciso di metterci una pietra sopra decidendo che non son per me, ho trovato una possibile spiegazione per giustificare all’esistenza di questo dolce.

Il brano che segue é tratto dal libro “La rilegatrice di libri proibiti” di Belinda Starling. Il titolo dice molto, aggiungo solo che é ambientato in un’uggiosa e umida Londra del 1859.

… “Ma ho qui per voi” aggiunse “un’altra specialità turca”. Prese dalla borsa una scatola di legni e la aprì. Conteneva una quantità di quelle che mi parvero gelatine di un giallo chiaro a forma di losanga, ricoperte da uno spesso strato di polverina bianca. “Rahat lokum”.
“Come dite?”
“E’ arabo significa ‘appagamento della gola’. Un’ottima cosa, assaggiatene una, signora Damage.”
“Con le dita?”
“Meglio non si potrebbe”.
Staccai non senza qualche difficoltà una delle losanghe di gelatina dalle altre e me la infilai in bocca. Subito la polverina mi fece venire il solletico dentro il naso. Non starnutii ma iniziarono a lacrimarmi gli occhi e mi si chiuse la gola. La consistenza del dolciume si rivelò decisamente appiccicosa, più lo masticavo più aderiva come una colla ai denti e al palato e se cercavo di estirparlo mi si attaccava anche alla lingua. Non osavo inghiottirlo per il timore che mi andasse di traverso. Appagamento della gola?
E il sapore! Sembrava di mangiare un grumo di qualche stucchevole profumo per signora! Ma dolce, oh, tanto solce, come un cucchiaio di miele.
“Vi piace?”
Scrollati il capo e subito dopo annuii. Non potevo parlare con il naso che mi colava e gli occhi che lacrimavano. E comunque non avrei saputo cosa rispondere.

A un tratto si fermò, distratto forse dalla furiosa attività delle mie mandibole, e mi rivolse un sorriso languido. Si sfregò il mento con le dita affusolate e si chinò verso di me, mormorando: “Non indovinate perché il lokum abbia questa forma, mia cara?”
Scrollai di nuovo la testa, continuando a masticare.
“La forma a losanga” bisbigliò il gentiluomo per non farsi sentire da Jack “combacia perfettamente con le grandi labbra della donna. L’amante può premere il dolce nell’orifizio dell’amata e leccarlo per la delizia sopraffina di entrambi. O almeno così mi é stato riferito”.

Adesso mi é tutto più chiaro.

NdA: Non so se questa spiegazione sia fantasia dell’autrice o verità. Sarebbe divertente se fosse verità.
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16 Responses to Mamma li turchi!

  1. DOVE! SI! COMPRANO! QUESTE! DELIZIE?
    ehehe 🙂

  2. comunque concordo con te: non so se sia una spiegazione vera o di fantasia (è comunque estremamente raffinata, quindi propenderei per il fatto che sia vera), ma è comunque…geniale, raffinatamente perversa 🙂

    • Anna8 says:

      Ormai credo tu li possa trovare anche in un buon supermercato, di quelli che vendono cose “etniche”, repato medio oriente. Comunque da mangiare sono esattamente come li descrive nel libro: appiccicosi, si incollano ovunque e ci metti un secolo a “smaltirli”, masticando come un’ossesso. Certo, considerato l’uso suggerito alla fine nel brano, la consistenza ha tutto un suo perché ;).

  3. marcoscan says:

    Me ne hanno giusto portata una confezione dalla Turchia. Gusto fico. Per restare in tema 😛

  4. tytania says:

    Giá, bisognerebbe provare 😉

  5. marcoscan says:

    Ma alloraaa! Maniache che non siete altro! 🙂

    • Anna8 says:

      Va lá che qui quello soprannominato “maestro” sei tu :).
      Cibo e sesso, due dei pochi piaceri della vita, godiamoceli, no?

      • sante parole!! e magari cibo e sesso assieme, come insegnano i turchi! E perchè non ci mettiamo anche del buon bere?! 🙂

      • marcoscan says:

        Ma proprio sti cosi appiccicosi devi usare? Va bene fare le “cosacce turche”…
        Ho dimenticato anche di precisare che quelli che ho io sono ricoperti di piccole scaglie di cocco 🙂
        E soprattutto per consumarli del tutto senza masticarli ci vuole un sacco di tempo.
        Si rischia di finire e trovare la compagna che ha fatto nel frattempo un intero maglione all’uncinetto.

  6. NordKappp says:

    Io non li posso sopportare. Mi ricordo quando li ho assaggiati per la prima volta ed ero disgustata (decisamente troppo dolci anche per me!) e tutti mi guardavano come un alieno – come non potevo apprezzare tale bontà!

    • Anna8 says:

      Beh adesso hai (abbiamo) solo da sperimentare il metodo alternativo per verificare se davvero non li possiamo sopportare 😉

  7. io non li ho mai assaggiati!! qualcuna vuole provarli?! sono curioso di sapere che gusto abbiano, invero! ^_^

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