Perdono?

Leggo sul giornale un titolo e mi irrito.
Quei giornalisti che chiedono alla madre di una giovane investita e uccisa in un’incidente stradale: “Perdona l’automobilista?”

Sarò io che son strana ma tutta questa necessità di perdonare non credo l’avvertirei, non certo come primo impulso, non nei confronti di qualcuno che non si ferma anche se ha sonno, uno che investe e se ne va, si costituisce quando il cadavere viene trovato e quindi solo perché sa che rischia di essere scoperto a breve. Perdono? perché?
Fosse anche una domanda posta anni dopo il fatto, perché dovrei perdonare chi mi ha tolto un’affetto e non si é nemmeno degnato di fermarsi e aiutare? perdonare chi s’é dimostrato essere un codardo? e soprattutto, perché mi chiedete di perdonare? da quando é perdonare é diventato un’atto dovuto?
Non so cosa proverei e spero di non scoprirlo mai, certo non l’impulso di perdonare.

Mi sono irritata per il titolo dell’articolo, poi l’ho letto.
Una donna a cui hanno appena ucciso la figlia che risponde così fa onore alla sua intelligenza, assai meno a quella del giornalista che ha posto la domanda. Mi ha scaldato il cuore e penso abbia ragione:

… Si è costituito, se pur in ritardo. Il perdono è possibile e a che condizioni?
«Il perdono non riguarda le persone che hanno ricevuto un torto, ma le persone che lo hanno commesso. Spetta a loro comprendere che le loro azioni implicano responsabilità, provare rimorso e tentare di perdonare loro stessi».

L’articolo sul Corsera.

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7 Responses to Perdono?

  1. marcoscan says:

    La spiegazione più ragionata citerebbe il concetto di perdono insito nella religione cattolica.
    La spiegazione più cinica e veritiera è che ormai è diventata una delle domande standard degli intervistatori.
    L’unica soluzione è evitare di parlare con i giornalisti quando si ha la sfortuna di vivere una tragedia.

    • Anna8 says:

      Eh, già macroscan …
      La spiegazione ragionata mi fa incavolare anche di più. Mai stata brava in questa cosa, e intendo quando chi fa il torto é un delinquente puro e semplice, non un ladro di merendine.
      La spiegazione cinica é demoralizzante, ovviamente non nuova. Il diritto di cronaca in casi drammatici finisce dove inizia il rispetto per le persone coinvolte. L’ultima frase dell’intervista nel link é notevole e fa onore ancora una volta alle persone coinvolte in questo caso. Come sempre poco onore ai giornalisti di cronaca nera.

  2. damanera says:

    Sorvolo sulla volgarita’ e l’insolenza di una domanda simile da parte di chichessia, appena successa la tragedia.
    Perdonare significa non avere piu’ rancore e odio e dopo un offesa (un torto, una perdita, un dolore…) grande ci vuole parecchio tempo per riuscirci. Perdonare non significa “annullare” cio’ che e’ successo (come tipico dei tradimenti di coppia : l’ha perdonato/a e stanno ancora insieme come se niente fosse accaduto).
    Il perdono lo puo’ chiedere solo chi ha offeso (ferito, ucciso, tradito, danneggiato) e lo puo’ concederesolo chi ha subito. Ed e’ un sentimento intimo e privato, non da sbandierare sui giornali. Tutti gli altri che si facciano gli affari propri.

    • Anna8 says:

      Condivido.
      Purtroppo ormai la gente (chiamarli giornalisti mi pare troppo) si sente in diritto di ficcare il naso ovunque, senza il minimo rispetto.

  3. ragazzi, ma di cosa vi meravigliate? è un giornalista….
    sicuramente, onore al merito alla madre della ragazza per la risposta (troppo intelligente perchè un cervello da giornalista possa coglierla).
    Per quanto riguarda il perdono, mah, io personalmente credo che sarei come Anna8, anche un pochino più drastico: prima ti trovo, ti ammazzo, e poi forse ti perdono.
    Anche se comunque, bisogna considerare bene la situazione, di volta in volta. Può succedere un incidente (ovvero avvenimento incidentale, non voluto, non prevedibile), situazione in cui chi è coinvolto può non avere colpa in maniera diretta. In quel caso il perdono sarebbe ovvio..o almeno dovrebbe esserlo, perchè non sempre è così. Ma in caso come questo, dove l’automobilista ha volutamente omesso il soccorso..come fai a perdonare?
    Cioè, un conto è essere coinvolti in un incidente, senza poter far nulla per evitarlo. Allora, si, il perdono avrebbe un senso (anzi, non avrebbe senso affatto, perchè non ci sarebbe nulla da farsi perdonare, in assenza di colpa). Ma in un caso come questo..beh, qui la colpa è palese.
    Per quanto riguarda l’opportunità della domanda, sono dell’opinione che i requisiti fondamentali per poter esercitare la professione di giornalista siano l’assenza di buon senso, rispetto per il prossimo, dignità ed intelligenza.
    E domande come quella in oggetto non fanno che confermare il mio parere.

  4. tytania says:

    riuscire a dare una risposta del genere (dico quella della madre) in momento del genere è degno di nota. davvero una gran signora. chapeau.

  5. NordKappp says:

    Concordo con tutti, sull’idiozia del giornalista e sull’eleganza e intelligenza della risposta, ma ancora di più con Damanera quando dice che il perdono è un fatto privato: nessuno deve minimamente permettersi di fare domande simili, poste volgarmente per sollecitare una reazione del pubblico e quindi fare ascolti (e farsi notare), giocando su una tragedia personale. Veramente disgustata, ma non stupita.

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