Blame the victim made in Pennsylvania

… An ad featuring a shot of forcibly removed panties around ankles with text that reminds the reader that ladies drunk friends are what cause rape is not increasing awareness, it’s just shifting blame away from the rapist and onto the victim and, oddly, the victim’s friends, aka the guardians of her vagina.

Rape is not just a bad thing that happens to someone after drinking too much, a wave of nausea that ends in vomit that smells like Red Bull. It’s not something the victim conjures up with a mixture of alcohol and phermones. It’s a deliberate act on the part of the rapist, a violation of another person committed solely because the rapist wanted to rape. The sooner we acknowledge this, the sooner we’ll be rid of stupid, finger wagging ads like these.

Il resto lo leggete, se volete, su Jezebel.

Advertisements
This entry was posted in Civiltá and tagged , . Bookmark the permalink.

3 Responses to Blame the victim made in Pennsylvania

  1. io sono dell’idea che decontestualizzare sia sempre sbagliato, come ci ricorda l’articolo sulle sigarette e la raccolta delle ciliege sul blog di Marcoscan.
    Intendo, preso così, il pezzo che citi, è un’assurdità mostruosa, offensivo sia per le vittime di stupri che per l’intelligenza dei lettori.
    Ma se leggiamo un po’ di più, e se soprattutto ci caliamo in un certo tipo di realtà, allora forse la cosa non è così sbagliata: sto pensando ai mitici college party americani (che ahimè ho visto solo nei film), ma anche a realtà locali (feste tra amici con molti ragazzi, discoteche, e simili). Il messaggio che mi arriva in questo caso da quel manifesto non è un dito puntato contro la vittima nè contro i presunti guardiani della sua vagina perchè hanno bevuto troppo, ma piuttosto un dito puntato contro i colpevoli. O meglio: non “un ambiente saturo di alcool fa di te una potenziale vittima”, ma piuttosto: “un ambiente sautro di alcool è un terreno fertile per potenziali colpevoli”.
    Non infatti è una novità che l’eccesso di alcool faccia perdere le inibizioni, spinga a fare cose che altrimenti non faremmo (così come allo stesso modo ci rende più vulnerabili e meno capaci di reagire, ma questa parentesi non è un “blame the victim”, è solo un consiglio di buon senso: se non sei con persone di cui ti fidi, non abbassare la guardia). Messa così, ecco, non riesco più ad indignarmi per l’ad.

    • Anna8 says:

      Decontestualizzare: il link l’ho messo proprio perche’ se uno ha voglia/tempo va a leggersi tutto quanto.

      Per il resto: immagino sia questione di sfumature. Io penso non gli sia venuto particolarmente bene questo ad, tutto qui.
      Perche’ sempre sottolineare come si devono/dovrebbero comportare le vittime? Perche’ per una volta non sottolineamo che: “se bevi troppo sei un idiota e potresti fare cose che sono reato … e che ti porteranno (dovrebbero portare) in galera.” ?

      • Già, è una questione di sfumature, probabilmente. Ed altrettanto probabilmente, non è venuto benissimo, vero. E sempre nel campo del probabilmente 🙂 mi pare che non ci sia nemmeno da discutere sul fatto che a te venga molto naturale vedere ogni approccio “ambiguo” (vedi anche post precedente) come un “blame the victim”, mentre io ci veda in primis non un incolpare, ma un suggerimento a stare attenti: ovvero, gli idioti (anzi, i CRIMINALI) esistono, ed è un dato di fatto. Almeno chi ha testa, la usi e si tenga fuori dalle situazioni a rischio. Anzi, forse più che una questione di sfumature, è una questione “cronologica”; mi spiego meglio: come diceva giustamente Damanera nell’altro post, criticare la vittima a posteriori è sbagliato: dopo che un crimine è successo, bisogna punire che l’ha compiuto, punto e basta, senza scusanti. Prima, però, non c’è nulla di sbagliato nel suggerire a chi potrebbe essere vittima di un crimine come evitare situazioni a rischio.

Any comments?

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s