Muoversi

La primavera non arriva quassú, ma é arrivata l’ora di migrare per noi, noi che non siamo rondini. Si migra di poche centinaia di chilometri. Il Disaster ha vinto un finanziamento e l’universitá che fa da supporto al progetto non é quella dove lavora al momento.
Anche se i chilometri sono pochi il trasloco é totale, fisico e mentale. Si passa da un paesone che finge di essere cittá ad una cittá vera, molto multiculturale. Sí, la definiscono cosí le colleghe british, multiculturale. Vogliono dire che é piena di indiani e pachistani e tutte le altre culture che questo paese ha importanto nei secoli. Poco male, un po’ di vita di cittá ci manca, soprattutto al milanesissimo Disaster, ed io penso di avere un cervello ancora abbastanza elastico, le nuove avventure mi piacciono sempre. Non sono preoccupata per il lavoro, ne troveró un’altro. Diverso, simile, spero migliore, ma non sono preoccupata e possiamo permetterci un periodo con un solo stipendio.
Penso queste cose e mi vengono in mente le reazioni di amici e parenti in Italia. La parola “trasloco” la maggior parte di loro l’ha vissuta una, forse due volte nella vita: quando si lascia casa per sposarsi/convivere/vivere da single e quando si compra la casa definitiva, quella per la vita. Spesso il trasloco é da un quartiere all’altro della stessa cittá. Molti commenti stupiti e domande sulle preoccupazioni legate al trasloco. Ovvio, traslocare non é una passeggiata, é una rottura di palle galattica, ma diciamo che le vere sfide nella vita sono altre. Oltretutto traslocare aiuta ad alleggerirsi di un mare di cacchiate che non ci servono davvero ma che collezioniamo senza rendercene conto. Traslocare é un processo di selezione delle cose davvero importanti.

Il punto importante in veritá é che io, e credo anche il Disaster, non ho ancora trovato il posto in cui voglio passare il resto della mia vita. Non ho ancora deciso in quale Stato, figurarsi se ho trovato la cittá. La cosa non mi preoccupa, e non so spiegare bene il perché, nemmeno a me stessa, semplicemente al momento “casa” é un luogo di sentimenti, non un luogo fisico. Casa é il mio paesello natale, ma soprattutto sono la mia famiglia e i miei amici lasciati lá. Casa é Milano che mi ha adottato per un certo periodo e che a volte mi manca, manca a me, donna di lago. Casa é poi anche ogni angolo del pianeta dove io e Disaster calpestiamo terra. Troveremo forse prima o poi il posto perfetto, ma non vivo nell’ansia di trovarlo e muoverci fa parte del nostro concetto di stare insieme. Casa siamo noi.

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5 Responses to Muoversi

  1. tytania says:

    Certo, anche secondo me e’ proprio cosi! E secondo me DEVE essere cosi’ ed e’ bello che sia cosi’! Io ho cambiato tante case e tante citta’ e so che dove sto adesso e’ casa ma lo e’ in questo periodo e nei mei pensieri ho un’altra casa tra un po’ di anni, e sicuramente quando saro’ piu’ veccha sara’ in un’altra citta’.
    In bocca al lupo per il trasloco, pero’ io sono tanto curiosa! Dove andate di bello?

  2. Giovy says:

    Il trasloco è sempre una fase molto strong della vita di ognuno.
    Il mio trasloco più forte è stato quando ho lasciato la Svizzera per tornare in Italia.
    Ti auguro di trovarti bene dove andrai a vivere. (apprò … dove in uk?)

  3. Anna8 says:

    Grazie ragazze! Fa piacere sapere che altre persone condividono questa visione. Ci spostiamo a Leicester, vera cittá multiculturale. Mi piace questa nuova avventura … e via un’altra scatola di libri é fatta. Ma quanti ne abbiamo?!?

  4. damanera70 says:

    noi siamo arrivati al quinto trasloco, di cui:
    uno cambiando stato, lingua, lavoro entrambi, senza figli;
    uno con il bambino di 7 mesi;
    uno cambiando di nuovo stato, lingua, lavoro per uno – da dipendente a disoccupato per l’altro e con il bambino di 4 anni e mezzo.
    😀

  5. nordkappp says:

    Questo post e’ molto bello. Capisco e condivido tutto quello che scrivi. Il trasloco nella mentalita’ “italiana” non e’ particolarmente comune, e questo fa sorridere anche a me, che ho cambiato cinque case negli ultimi nove anni. Condivido anche il fatto che neanche io ho trovato il posto dove saro’ pronta a spendere il resto della mia vita (o almeno un tempo indefinito). Nel mio caso, “Casa” sono io…..

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